I nuovi nostri / Cristian Tello, un proiettile per la Fiorentina

Tecnica, velocità, fantasia e abilità nello sfruttare gli spazi: il profilo di Cristian Tello si sposa a meraviglia con l’idea di bel calcio che ha in mente Paulo Sousa. L’arrivo dello spagnolo a Firenze, giunto in viola con la formula del prestito con diritto di riscatto (fissato a otto milioni), è uno dei più movimenti più interessanti di questa sessione di gennaio.
Ventiquattro anni, destro naturale, lo spagnolo ama partire da sinistra e accentrarsi. Elemento molto duttile, può giocare sia sull’esterno sia da seconda punta.
Forse non è il massimo per lui il 3-4-2-1 generalmente utilizzato dai viola, visto che è un modulo che non prevede le ali classiche. Ma proprio per la sua capacità di adattarsi, potrà tranquillamente rientrare tra i due trequartisti alle spalle della punta oppure offrire alternative quando c’è bisogno di allargare il gioco.
Al Franchi arriva in cerca di una riscossa, dopo il periodo in chiaro-scuro trascorso al Porto, dove il Barcellona lo ha girato in prestito nell’ultimo anno e mezzo. Dopo una prima stagione positiva e terminata con sette reti in venticinque partite di campionato, quest’anno, il “proiettile” (così lo descrivevea Guardiola) era finito ai margini. Il tecnico Lopetegui lo vedeva poco e nelle poche presenze stagionali, Tello non ha mai lasciato il segno (neanche un gol in campionato, appena uno in Champions League, quello realizzato agli israeliani del Maccabi Tel Aviv). E dire che proprio con Lopetegui, il talento di scuola Barça, aveva creato un buon connubio agli Europei Under 21 del 2013, vinti dalla Spagna in finale contro l’Italia di Mangia.
Da giovane sembrava uno dei tanti fenomeni che puntualmente uscivano dalla Masia; poi si è un po’ ridimensionato, una volta lasciata la Catalogna, sorte toccata anche ad altri elementi della cantera del Barça, come ad esempio Bojan Krkic.
Quando è in giornata, è un piacere da vedere. Al Barcellona ha conquistato un campionato e una Coppa del Re, imponendosi come uno dei giovani migliori della Liga, ma con gli spazi chiusi dai “marziani”, era inevitabile cambiare aria, anche per continuare il processo di crescita. Il Porto era una buona soluzione, perché permetteva un posto da titolare e la possibilità di continuare a calcare i campi europei. Ma allo stadio do Dragão lo hanno ammirato a sprazzi (il meglio lo ha riservato nella tripletta rifilata allo Sporting Lisbona, nella prima stagione in biancoblù) e alla fine lo hanno salutato senza troppo rammarico.
Alla Fiorentina, comincia una nuova avventura. Resta da capire quale versione vedremo, se quella luminosa che aveva fatto entrare il suo nome nei taccuini delle grandi squadre europee (anche Klopp aveva mostrato apprezzamenti, ma poi il Liverpool ha puntato altre opzioni) o quella un po’ appannata dell’ultimo anno. In ogni caso, atterra in una squadra che potrà esaltarne le caratteristiche e dall’allenatore adatto per tornare ad esprimersi ad alti livelli.

Giovanni Del Bianco

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